I dieci libri di Giulia Forgione (bmagazine aprile 2009)

Gustave Flaubert
MADAME BOVARY
F
eltrinelli

Sibilla Aleramo
UNA DONNA
F
eltrinelli

Oriana Fallaci
UN UOMO
R
izzoli

Erich Fromm
AVERE O ESSERE
Mondadori

Milan Kundera
L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’ESSERE
Adelphi

Isabelle Allende
PAULA
Feltrinelli

Gabriel Garcìa Màrquez
CENT’ANNI DI SOLITUDINE
Feltrinelli

Ermanno Rea
L’ULTIMA LEZIONE
Einaudi

Niccolò Ammanniti
IO NON HO PAURA
Einaudi

Fabio Volo
IL GIORNO IN PIU’
Mondadori

L’amore per i libri e per la lettura mi è stato trasmesso dal mio amatissimo padre. La libreria di casa occupava un’intera grande parete ed io, sin da piccola, la scalavo con curiosità alla ricerca di sogni, emozioni, conoscenza. Il fascino del libro è nel non sapere dove potrà condurci, è il viaggio nelle infinite possibilità. Poi, le storie, a volte ci colpiscono con forza, altre ci sfiorano o ci annoiano, ma siamo sempre pronti a ricominciare con entusiasmo. E così, con entusiasmo, vi propongo i miei dieci libri. Comincerei con “Madame Bovary”, uno dei primi romanzi letti nella mia adolescenza che mi ha letteralmente trascinato nella via, di una donna inquieta e tormentata, alla ricerca della felicità. Completamente diverso, il personaggio femminile raccontato da Sibilla Aleramo in “Una donna”, romanzo autobiografico degli inizi del ‘900 che mi ha colpito non tanto per il suo carattere “femminista”, quanto piuttosto per la capacità dell’autrice di utilizzare la scrittura per affermare se stessa e la sua identità di donna. E, dopo le donne, non posso non ricordare “Un Uomo” di Oriana Fallaci, una bellissima dichiarazione d’amore ad un ribelle solitario, assassinato perché aveva creduto possibile cambiare il mondo. E poi, il manuale della mia gioventù, ”Avere o essere”di Erich Fromm nel quale ho cercato le risposte ai modelli esistenziali dell’essere umano. Ho letto che  un romanzo non è grande, se non contiene almeno un’interrogazione metafisica: la vita è irripetibile, questo è il bellissimo “L’insostenibile leggerezza dell’essere“ di Milan Kundera. O ancora “ Paula” di Isabelle Allende, romanzo struggente di vita e di morte, e l’epico ”Cent’anni di solitudine” di Gabriel Garcìa Màrquez che mi ha incantato per la sua universalità e ineluttabilità. “L’ultima lezione” di Ermanno Rea mi ha riportato agli studi di economia: vi ho scoperto la storia di Federico Caffè, economista riformista, combattuto tra l’etica della convinzione e quella della responsabilità, uscito di casa una sera e mai più ritrovato. Con nostalgia, ho risentito i profumi della campagna e rivisto  la luce abbagliante del caldo sole d’agosto in “Io non ho paura”, tenero e crudo addio all’infanzia. Concludo con un divertente libro di Fabio Volo, “Il giorno in più”: a volte è bello correre il rischio, lasciarsi andare per scoprirsi diversi e comunque piacersi.

Giulia Forgione

Giulia Forgione. Dopo gli studi liceali, mi sono laureata in economia e commercio e svolgo l’attività di dottore commercialista. Fortunatamente non vivo solo di bilanci o di dichiarazioni dei redditi: amo la lettura, il cinema  e la musica e, appena posso, mi concedo un evento che mi fa riconciliare con il mondo. Ma il mio amore più grande è mia figlia Francesca, la vera passione della vita. Penso di essere una persona abbastanza semplice, cerco sempre un rapporto vero con le persone e le cose che mi circondano e, quando non ci riesco, mi sento un po’ fuori dal mondo.

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