“Gita” e “Ora è un imbuto” – Poesie di Luigi Di Donato

GITA

La collina si prestava al sogno,

e intanto i cavalli rispondevano di sì

nel campo recintato e oltre – dove cresce l’orizzonte.

Calcavamo la strada bianca, in salita,

con le fila di arboscelli

e l’incoscienza della fine,

in un andare come di onde

e l’arte di respirare all’unisono…

Eppure le distanze risalivano il fondo

e le crepe tendevano agguati,

la terra, sempre uguale,

conosceva i nomi e i perché.

 

ORA E’ UN IMBUTO

Sono lontani i momenti

in cui l’aria era densa,

schiumosa

tonificava il sangue.

Ora è un imbuto che filtra il malessere 

e lo rende incoscienza,

paura imprecisata.

Corpi simili a meduse,

polvere, mosche rumorose

si aggirano nel ventre del vuoto;

trattengo le impressioni

per sublimarle 

       al momento opportuno.

Luigi Di Donato

Una risposta a ““Gita” e “Ora è un imbuto” – Poesie di Luigi Di Donato

  1. La scrittura di Luigi, fedele alla sua storia, sta raggiungendo la sua “classicità”, la sua dizione depurata, malgrado il mondo sia fango, scorie, residui di un scotimento senza fine.

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