Stabat Mater di Tiziano Scarpa

Vi mando un piccolissimo stralcio del romanzo ‘Stabat mater’, di Scarpa.
Qui e lì, l’ho trovato dolorosamente guizzante.
Un abbraccio a tutti. Tullia Bartolini

“Tutte le parole che esistono innescano delle aspettative. Quante cose sento in me che non riconosco perchè non so come chiamarle! E quante cose non saprei sentire se non ne possedessi il nome. Ma a volte mi chiedo se non vivrei meglio conoscendo meno parole. Qui dentro non posso viverle fino in fondo. Conduco una vita astratta. Le parole mi girano intorno alla testa come mosche. Le parole sono degli avvertimenti dei morti sulle cose che esistono”.

“Una ciocca di capelli cocente, un’unghia affilata. Sono visioni che fanno male alle ragazze dell’Ospitale, ne rimangono ustionate, ferite”.

“Volere. Volere bene, non riceverlo. Amare, non essere amati”.
“Ti facevo molto piu’ disincantata. Più dura”.

“Guarda che è molto piu’ disincantato amare che essere amati. Non aspettarsi niente da nessuno”.

Tiziano Scarpa – “Stabat Mater” – Einaudi

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