Il disincanto (di Carmela Longo)

Il disincanto

Il disincanto: è come ti senti quando dai per scontata una cosa.
Quella cosa non ha più misteri per te, ha i contorni netti, precisi.
Non ti incanta più, non ti lascia un tantino perplesso, non ti lascia a pensare… non ti fa sentire le farfalline nella pancia… non sei più incantato. 

Il disincanto: è come mi sento io quando so che una persona mi dirà quelle parole, farà quei gesti, si aspetta da me quelle cose.
E’ il circoscrivere la paura… anticipare il dolore, impacchettare l’immaginazione… dare confini alla possibilità, centellinare le lacrime, incanalare la gioia, definire l’aria, inscatolare l’impollinazione…

Il disincanto: è come ci stiamo rovinando nei rapporti, è come stiamo incenerendo il CDR emozionale accumulato,  è il modo principale per trattare i rifiuti tossici emotivi e relazionali,  è il parallelo di quello che stiamo combinando alla Terra, che non ci incanta più, non ci tocca il suo canto.
Non sentiamo il suo battito.

Il disincanto: è sentire che i morti sono morti, che stanno nella terra e non anche intorno a noi e dentro a noi… è non credere più di potersi voler bene senza tornaconto, mi voglio bene, ti voglio bene, perché è bello così, e possiamo pure litigare e possiamo pure allontanarci, tu mi incanti anche se stiamo su posizioni così diverse…

Per vivere la vita con piacere dobbiamo lasciar perdere il disincanto.

Impariamo dai morti: 

si dice che loro non muoiano: restano incantati. 

Carmela Longo

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