Ciascuno cresce solo se sognato – Danilo Dolci

Ciascuno cresce solo se sognato

C’è chi insegna
guidando gli altri come cavalli
passo per passo:
forse c’è chi si sente soddisfatto
così guidato.

C’è chi insegna lodando
quanto trova di buono e divertendo:
c’è pure chi si sente soddisfatto
essendo incoraggiato.

C’è pure chi educa, senza nascondere
l’assurdo ch’è nel mondo, aperto ad ogni
sviluppo ma cercando
d’essere franco all’altro come a sé,
sognando gli altri come ora non sono:
ciascuno cresce solo se sognato.

Danilo Dolci


L’altro che rende reale

Non si esiste con chi ti guida per tirarti nel suo cammino,
non si esiste con chi ti adula per tirarti fuori dal tuo cammino.
Esiste chi sogna un cammino nuovo, quello che diventa reale se in comune con l’altro.
 

Alessio Masone  (25 luglio 2010)


Il rapporto con l’altro, da azione educativa a svolta antropologica

Uno dei problemi ricorrenti che Danilo Dolci poneva all’inizio dei seminari maieutici era la distinzione fra potere e dominio. Tale distinzione, da lui giustamente ritenuta cruciale, si accompagnava di solito ad un’altra, anch’essa frequente nei seminarti stessi, anch’essa essenziale, che era quella fra trasmettere e comunicare.
Nelle opere di Danilo Dolci queste distinzioni sono pure fondamentali.
Che l’azione educativa, pur se finalizzata alla crescita umana e quindi per sua natura antitetica alle repressioni proprie del dominio, potesse non sfuggire ad una tendenza che è generale nella storia (appunto quella del dominio dell’uomo sull’uomo, dell’uomo sulla donna, di una nazione su un’altra, dell’uomo sulla natura) è qualcosa che non sempre si sospetta, perfino all’interno della scienza dell’educazione. Eppure questa è una grande questione di sopravvivenza e di civiltà; un problema certamente contestuale ai grandi problemi globali e planetari che attualmente ci affliggono. Esso prefigura senza dubbio una grande sfida, una grande svolta antropologica, una nuova concezione e una nuova pratica dei rapporti (fra uomo e uomo, uomo e natura, ecc.) impossibile senza il contributo di un’azione educativa la quale sia soprattutto consapevole dei nessi sbagliati, dei nessi “malati”, come Danilo si esprime.
E’ una questione che attiene essenzialmente ai rapporti, che tende a rifondarli.

liberamente tratto da: http://danilo1970.interfree.it/potere.html

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