Quello che l’emozione di un concerto impedisce di vedere

Concerto degli “The Shee”, ai giardini della Rocca dei Rettori, il 6 agosto 2010 (Colori sonori).

Visto che i concerti mi annoiano, ho tentato di focalizzare tutto il resto che non si vedeva o che era sfuggente.
Alessio Masone

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2 risposte a “Quello che l’emozione di un concerto impedisce di vedere

  1. qualche foto è carina, ma quella dei piedi ha ,per caso, un significato nascosto?????????????

  2. Se alcune foto sono carine, è solo per caso. Il filo conduttore della serie non è nelle emozioni piacevoli, seducenti, quelle che distraggono dal mondo reale.

    Il mondo reale è più noioso di quelle emozioni che ci portano al guinsaglio. Per essere presenti alla vita, è necessaria la fatica di non farsi adulare dalle emozioni. Essere determinati, seguire il proprio percorso è già un’emozione, stavolta primaria, originaria.

    Le foto, comprese quelle più banali della serie (ad esempio, via delle Puglie), vogliono riportarci al mondo reale che avviene mentre un evento artistico ci tiene lì ipnotizzati senza alcun senso di colpa per il solo fatto che è arte, semmai capace di emozioni piacevoli.

    Mettere in risalto la crudezza del mondo reale (i piedi delle cantanti scozzesi, le attrezzature dei fonici, aspetti che sfuggono allo spettatore che guarda con un approccio deciso dagli organizzatori) è emozione primaria e innovativa perché si ribella all’intruppamento della fruizione artistica.
    Alessio Masone

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