dio salvi l’eterna roma

testo e foto di alessandro caporaso

da piccoli, tutti volevamo inventare qualcosa. io ho inventato il teletrasporto. vabbè, non è che l’abbia anche costruito, ma i progetti, pure se non so dove ora siano finiti, li disegnai. mi ricordo che c’erano fili ovunque, bobine di rame, fumo che usciva da tutte le parti, bocche di raffreddamento, luci colorate ed un orologio. io avevo una tuta spaziale ed un casco coloratissimo. la cosa assurda, per quello che posso ricordare di questi progetti è che non c’era nessun ingresso per il carburante. si viaggiava con la fantasia. si sognava, appunto. non ho sognato, però, il viaggio fino a roma. tre ore di completo rompimento. è stato a metà viaggio che ho ripensato a questi progetti. ah se avessi portato a termine quel lavoro, ora in un minuto saremmo già arrivati. il viaggio, però, poi, ha preso una piega inaspettata. prima io e giovanni volevamo ingannare il tempo dormendo, poi visto che il pulmann ballava da morire sbattendoci a destra e a manca abbiamo deciso di giocare a scacchi. un gioco che ci rende nemici. il programma, però non permetteva di giocare human vs human, e così, grazie al suo i-phone, simbolo di fighettaggine unica, siamo entrati nel mondo di facebook, nel mondo delle ragazze che si fanno fotografare in pose piccanti ed in un attimo siamo arrivati a destinazione.

Che peccato.

Dio salvi l’eterna roma.

per gli altri post potete visitare il mio blog

www.caporaso.wordpress.com

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