Clown Dottori: “Ciekapuk”, performance di e con Luisa Stagni. 20 novembre 2010, Mulino Pacifico BN

 

“Ciekapuk. Notte di mezza estate” di Luisa Stagni al Mulino Pacifico, sabato 20 novembre 2010

La Comunità RNCD Clown Dottori di Benevento promuove, presso il Mulino Pacifico di Benevento, sabato 20 novembre 2010, ore 19.30,  “Ciekapuk. Notte di mezza estate”, spettacolo di e con Luisa Stagni.

Il monologo accompagna lo spettatore nel percorso che ha condotto alla disabilità visiva l’attrice-autrice. Il racconto è autoironico, graffiante, trasmette la rabbia e la paura per una nuova e sconosciuta condizione, ma ci parla anche di forza, di fede in se stessi, di superamento dei limiti e tutto questo con il sorriso. 

L’iniziativa prevede anche, venerdì, 19 novembre, ore 20.00, presso il Caff’Emporio della Libreria Masone, una presentazione dello spettacolo durante il quale, Luisa Stagni e l’associazione RNCD Clown Dottori incontreranno le persone interessate a un approfondimento.

Sabato, 20 novembre, dalle 9.30 alle 13.30, presso la sala convegni di MP Infissi, di Ponte (BN), invece, Luisa Stagni curerà un laboratorio di improvvisazione teatrale rivolto ai Clown Dottori.

Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con Rete ARCOBALENO, Art’Empori, Coop. SOLOT Compagnia Stabile Teatrale di Benevento e con il Patrocinio del Comune di Benevento.

L’ingresso, a sottoscrizione volontaria, sarà utilizzzato per sostenere le “missioni e progetti di comico terapia” della Comunità RNCD Clown Dottori.

http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2010/09/20-novembre-2010-ciekapuk-notte-di.html
info@radunonazionaleclowndottori.org


Nota di Luisa Stagni

Il testo nasce da un sogno. Un sogno vero che ha lasciato un segno nel mio sentire.

Quel sogno mi parlava di occhi e io, decina di anni or sono ho perso la vista e ho inevitabilmente interrotto la mia carriera d’attrice.

Il sogno ha rotto una crosta fatta crescere a difesa di un punto vitale, ha prodotto riflessioni, ricerca, ricordi e uno stato di inquietudine placato solo con l’atto catartico della scrittura.

Il materiale limato, montato e rimontato, cancellato e riscritto in continua progressione prende una linea narrativa autoironica e graffiante, ma, tocca anche la rabbia e il dolore per un destino che cambia la vita.

Ricerco il senso della cecità nella Mitologia, nella Letteratura, nella Pittura. Incontro Picasso della Tauromachia che crea alcuni disegni in cui il Minotauro è cieco e bestiale, ma ne tronco uno diverso: “Il Minotauro cieco guidato da una bambina”.

Quel mostro qui ha le sembianze d un uomo con la testa di toro, non fa più paura, non è più terrificante, ma docilmente appoggiato alla spalla di una bambina che lo conduce. Chi è la bambina a cui si affida? La consapevolezza, la coscienza, la fede, la nascita interiore, l’amore…? In ogni caso rende docile il Minotauro e lo aiuta guidandolo.

Il materiale depositato nella coscienza fermenta, agita sentimenti, altera sensazioni e finalmente diventa scrittura.

Lo spettacolo, in cui l’autrice è attrice o, meglio, l’attrice è anche autrice, è semplice, divertente, emozionante, profondo, nel suo procedere si colgono i riferimenti culturali sui quali lo ha puntellato

Il messaggio è recepito come un urlo di esortazione a superare le paure che immobilizzano accettando chi si è, come si è, affidandosi con umiltà ad una consapevolezza che, se non libera dal labirinto del limite, almeno aiuta a scegliere di vivere. 

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