Gianpiero e il consumismo – Racconto di Alessandro Paolo Lombardo

Gianpiero e il consumismo
(Guida agli acquisti emozionalmente compatibili)

 di Alessandro Paolo Lombardo

Questa riflessione trae spunto da una vicenda del mio amico Gianpiero, con la enne prima della pi. Una enne che la sua arcigna maestra di scuole elementari gli contestava burlandosi di lui, del suo nome “ignorante” (ma forse era proprio lei, provinciale e maligna, ad ignorare che la scrittura non sta sempre al passo della pronuncia e che non per forza un’assimilazione dev’essere registrata graficamente*).

Il mio amico Gianpiero con la enne, che non ha mai voluto saperne di studiare, sembra riproporre un tipo di speculazione sorgiva, priva d’ingombranti impalcature culturali. Impalcature che troppo spesso diventano meta anziché mezzo per la costruzione dell’edificio del pensiero: non avrebbe voluto Roland Barthes esser barbaro, senza cultura in certe circostanze? Non deve lo studioso astrarsi continuamente e con grande sforzo, uscire da sé stesso e dalle sue convinzioni più ferme per evitare il ristagno?

Il mio amico Gianpiero trovava poco meditata la sbottata di un suo amico sull’inutilità di un acquisto: «Se avessi aspettato qualche mese, con lo stesso prezzo pagato per lo stereo della macchina ne avrei comprato uno che leggeva anche gli mp3!». Pensando così, si finisce col non comprare più niente poiché l’attuale sistema di produzione si regge sulla repentina obsolescenza dei prodotti, e quando non vi sono modifiche sostanziali, si rende insopportabilmente frusto il precedente sembiante dell’oggetto. Frullatori futuristici fanno di volta in volta l’effetto buffo e a tratti nauseante degli effetti speciali della prima saga di Star Wars.

Ci sarà sempre qualcosa di nuovo e migliore aspettando qualche mese, dunque l’aspettativa andrebbe rinnovata fino al giorno della più tarda morte. Ma Gianpiero colse un valore spesso tralasciato:

– Allora, vuoi vendermi il tuo stereo? Però siccome avresti preferito non comprarlo e aspettare, la tua vendita avrà su di te l’effetto di azzerare completamente l’acquisto: se hai passato qualche ora in macchina ascoltando musiche romantiche con qualche ragazza, comprerò questo; se ti sei divertito in viaggio per il mare con gli amici a sentire musica dance elettrizzandoti, comprerò questo. I tuoi ricordi saranno senza colonna sonora, perché tu non avrai mai comprato lo stereo, aspettando l’offerta migliore. In silenzio con la tua ragazza, a tratti significativo ma in fondo stancante, in silenzio con i tuoi amici verso il mare, senza il brio dei bassi e delle canzoni… Se vuoi, mi compro il tuo stereo, a prezzo pieno, ma voglio tutto ciò che lo stereo ti ha dato…

– E dammi i sordi! E’ logico che te lo vendo!

L’amico di Gianpiero non solo non capì il senso del discorso ma cercò strenuamente di vendergli lo stereo (probabilmente sarebbe stato capace, pur di portare a buon fine la transazione, di spaccarsi la testa per farne uscire i ricordi incriminati e darli a Gianpiero.

Quale morale possiamo ricavare da questa storiella, cosa posso consigliarvi? Comprare la prima cosa che capita? No di certo. Direi di fare una media e valutare negli acquisti – sulla scorta della massima “Il tempo è denaro” e tenendo presente che le emozioni valgono ancor più del tempo – il “fattore Gianpiero” (mi sembra più che giusto dare il suo nome alla sua scoperta, come avviene per le sindromi e le stelle). Vantaggio tecnico-economico meno perdita di emozioni fratto due.

Ora potete fare gli acquisti.

*A titolo informativo, si tratta di un’assimilazione parziale regressiva: parziale perché non porta alla geminazione della pi, tipo “Giappiero”, ma comporta un semplice conferimento del tratto di “labialità” dalla pi alla enne che diventa emme, bilabiale.

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