“Domani io non vado a scuola, ho paura”

DIALOGO CON UNA BAMBINA SULLE BOMBE

 Domenica 20 maggio 2012, faccio una passeggiata in villa con la mia cuginetta, Sofia, 10 anni , quarta elementare. Vogliamo rivedere il laghetto con i cigni, adesso che la villa è di nuovo aperta al pubblico. Facciamo la passeggiata, ci fermiamo alle giostre; sullo scivolo ci va da sola che io sono troppo grande, sull’altalena un giro lo faccio che ho bisogno di svolazzare un po’ con il vento.

Poi prendiamo una busta di patatine, le mangiamo sedute nei pressi del laghetto. Siamo entrambe contente, anche se il sole non è proprio dei nostri. E siamo entrambe rilassate,  una domenica così spensierata non puo’ che far bene. Sofi mangia le sue patatine , tranquilla.

Poi , con la tempestività tipica dei bambini mi dice : “lo sai , domani non vado a scuola “ . Io: “E come mai?” .

Lei: “Ho paura”.

Io: “Hai paura. Di cosa tesoro ? “

Lei: “che scoppia una bomba anche nella mia scuola “ .

Bummm, uno velocissimo scambio di battute e io già sono senza parole . 50 secondi circa di ripresa, che con i  bambini sarebbe preferibile non lasciare spazio al silenzio, e le dico : “ma no , stai tranquilla”. L’abbraccio e  prendo tempo per pensare a come continuare . L’abbraccio intanto comincia a rassicurarla .

[Come si fa a spiegare a un bambino ciò che non si comprende e non si accetta? Che ci stupisce, indigna, ferisce? Eppure da adulti non possiamo sospendere il compito di educare alla vita e di contenere le emozioni. Un bambino di età scolare, 8-11 anni, ha un pensiero diverso dal nostro a cui dobbiamo adattarci per essere compresi. Scoprì Piaget  che questo è lo stadio evolutivo del pensiero operatorio concreto: i bambini cominciano a ragionare coordinando le operazioni mentali. Queste tuttavia sono ancora ancorate alle situazioni concrete del qui ed ora tali per cui l’egocentrismo, cioè la rigidità cognitiva del comprendere un solo punto di vista, il proprio, non è del tutto scomparso:  i bambini riconducono ogni cosa alla loro personale esperienza. La mafia (o un pazzo ancora non lo sappiamo)  fa scoppiare una bomba in una scuola ed ecco che la bomba potrebbe scoppiare anche nella propria scuola. Un pensiero di questo tipo genera ovviamente paura ed ecco che il bambino vive un’emozione intensa che da solo non sa contenere. E’ a questo che dobbiamo adattarci, spiegando loro un pezzo crudele di mondo, definendolo in termini concreti ed operativi insieme con i  concetti di giustizia e legalità. Ognuno troverà le sue parole e le sue intensità, sempre con un linguaggio semplificato ma che mantiene presenti le emozioni.]

Proseguo a parole : “tesoro , hai paura. Ti capisco, anche io sarei spaventata domani mattina andando a scuola. Sai, una volta è successo anche a me di avere una paura così grande da voler rimanere a casa. È successo quando avevo esattamente la tua età, anche io avevo visto al telegiornale un’esplosione che mi aveva rattristita e spaventata. C’era un uomo molto buono che lavorava per  la giustizia, faceva grandi cose. Hai mai sentito la storia di Giovanni Falcone ? [  ] Dovrai fartela raccontare bene dalla maestra perché è importante che voi bimbi conosciate storie di uomini coraggiosi. Vi spiegherà per bene cosa è la mafia e perché la mafia alla fine ha ucciso questo uomo giusto facendolo esplodere durante un viaggio in autostrada. Al telegiornale io avevo visto le immagini dei danni causati dall’esplosione; ero a Roma. Con tuo papà dovevo tornare a Benevento, ma proprio non volevo entrare in macchina , non volevo passare in autostrada, temevo esplodesse, ero spaventata come te adesso. Poi tuo papà mi ha tranquillizzata e mi ha spiegato ciò che io sto spiegando a te : che al mondo ci sono persone oneste e persone disoneste, criminali che si comportano male, fanno gesti e azioni  molto gravi spesso con danni irreparabili come ieri mattina che è morta quella ragazza innocente.  Vogliono spaventarci, ma noi invece dobbiamo essere coraggiosi. Nel posto in cui viviamo fin ora episodi così gravi non sono mai accaduti, quindi stai tranquilla. Domani andrai a scuola e con i tuoi amichetti farete le cose che avrete sempre fatto. Però mi raccomando, fatti raccontare la storia di Giovanni Falcone e del suo amico Paolo Borsellino, ti aiuterà a diventare più coraggiosa. “

[Alle scuole spetta il resto dell’educazione civica e  morale. Intanto, dopo i telegiornali di queste ore, siamo i  contenitori emotivi dei nostri figli ]

Mariapaola Bianchini

Esposizione lenzuola dipinte dagli allievi italiani contro la mafia presso la triennale di Milano . Maggio 2012
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Una risposta a ““Domani io non vado a scuola, ho paura”

  1. sono un insegnante…vivo ogni giorni emozioni come queste con i miei piccolo alunni……ma il dramma di questi giorni è veramente spaventoso…….

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