Per la giustizia sociale: equità degli stipendi

Gli stipendi dei politici in Europa

Dieci cittadini hanno preso l’iniziativa di istituire un comitato, “il comitato del sole”, atto a raccogliere le firme necessarie ad ottenere un referendum per la riduzione degli stipendi dei parlamentari. Sul loro sito sono elencate le sedi in cui è possibile firmare. Per quelle non segnalate, come Benevento, sarebbe opportuno organizzarsi per estendere al massimo questa sacrosanta raccolta firme.

In Italia, dove i disoccupati arrivano al punto di togliersi la vita, in alcuni casi, anche insieme ai propri cari; dove i piccoli commercianti sono destinati a chiudere; dove famiglie intere non sanno come arrivare a fine mese; c’è chi, paradossalmente, diventa sempre più ricco e che al mese intasca, più di 15.000 €, insieme a privilegi vari. Ma non solo. Grazie a siti internet, primo fra tutti I segreti della casta di Montecitorio, veniamo ogni giorno a conoscenza di scandali e nefandezze di una realtà talmente ripugnante che sembra paradossale esser governati, in un momento tanto difficile e delicato, da chi pensa soltanto ad arricchirsi sulla pelle e sulle tasche dei cittadini. Ultimo lampante esempio, il caso Bossi. Questo tizio, comunque, pur essendo stato scoperto, non pagherà mai per la sua disonestà alla pari di ogni comune mortale. Fra l’altro, aldilà dei loro misfatti, trovo del tutto anticostituzionale che dallo Stato venga retribuito un partito come La lega, innegiante alla disgregazione, sia territoriale che di concetto, tra la padania e il resto d’Italia. Iniziative anticostituzionali di questo tipo dovrebbero essere completamente tagliate fuori dalle spese dello Stato! Non solo lo Stato non dovrebbe assolutamente finanziare il propagarsi di tali presunzioni regionalistiche dannose all’unione e al bene nazionale, ma questo fomentare disprezzo ed esclusione verso i cosiddetti “terroni” dovrebbe proprio essere bandito, come lo è, ad esempio, il razzismo.

Ritornando alla questione degli stipendi, sarebbe più che giusto ridurre il loro stipendio da 15.000 € a poco più di una decima parte di esso: 2.000 €. Questo permetterebbe, oltre a un risparmio nazionale e a rendere giustizia ai disoccupati suicidati, anche che al “lavoro” restino soltanto persone disinteressate all’arricchimento personale e motivate da veri ideali indispensabili per impegnarsi a salvare questo Paese. Ovviamente il referendum mira a una riduzione minore. Purtroppo, un bel taglio del genere non si otterrà mai, giacché uno stipendio mensile di “appena” 2.000 € è qualcosa di completamente impensabile per loro, pur rimanendo – temo a lungo – lo stipendio sognato da tutti i disoccupati, perenni stagisti, precari, sottopagati, e quant’altro…

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