La libreria antiquaria Rönnells Antikvariat di Stoccolma

Intervista ad Anders Nilsson realizzata da Stefania Iannella

Proprio in questi giorni, nella città di Göteborg (nonostante sia la seconda città più popolata della Svezia), chiuderà Partille Bokhandel, libreria indipendente dal 1985, che per sedici anni è stata inoltre in grado di offrire, ogni anno a uno scrittore diverso, due mesi di alloggio (corrispondente a circa 3000 euro) all’hotel Chevillon, luogo di residenza per artisti e scrittori scandinavi che si trova nei pressi di Parigi.

La proprietaria della libreria Partille, Eva Carlberg-Larsson, racconta, in questa intervista, di non essere più in grado di far fronte alle spese a causa della concorrenza del commercio via internet, ma non nasconde di prospettare lei stessa di aprire prossimamente un negozio online.

Vediamo ora la situazione di un’altra libreria indipendente svedese che, invece, procede a gonfie vele, e cerchiamo di capirne i punti forti.Sisyphus
Non si tratta di una libreria antiquaria qualsiasi, ma della libreria storica Rönnells Antikvariat, che prende nome dal fondatore, Gösta Rönnell (1905-1980).
Attiva, e in attivo, dal 1929, è – secondo quanto si legge sul loro sito internet – la libreria antiquaria più grande della Svezia e l’ultima grande libreria antiquaria in tutta la Scandinavia. Situata in un quartiere abbastanza chic nel centro di Stoccolma (Jarlsgatan, 32), su tre piani, conta ben dieci dipendenti. L’intervistato, Anders Nilsson, è responsabile del settore di filosofia, arte e letteratura moderna, oltre che del sito web.

Ho trovato tanti canali online grazie ai quali pubblicizzate e aggiornate quotidianamente i vostri numerosi eventi: la pagina ufficiale, il blogfacebook twitter e flickr.

giovani da ronnells

 Non a caso, i vostri eventi sono frequentati per la maggior parte da giovani. Ciò rispecchia anche la vostra clientela?

Abbastanza… Sì e no.

Lo chiedo perché in Italia i giovani non sembrano – ahimè – molto interessati alle librerie antiquarie. Come è la situazione da voi?giovani2

Qui dipende molto dalle case editrici: se le grandi case editrici come Bonnier, Natur och Kultur, Norstedts ripubblicano i classici, oppure non.

Nelle librerie è molto difficile trovare traduzioni di grandi classici, o di scrittori stranieri celebri come ad es. Hemingway. Inoltre è perfino difficile trovare tutte le opere di scrittori svedesi famosi, come Selma Lagerlöf, Hjalmar Söderberg e August Strindberg, essendo buona parte delle loro opere fuori commercio.

Perciò le persone interessate a questi autori sono obbligate a venire a cercarli nelle librerie antiquarie.

Ha nominato le grandi case editrici. E le piccole?

Di piccole case editrici ce ne sono tante, tanto per citarne alcune: Modernista, OEI,  Sphinx, Styx, Vesper. Per loro però è più difficile trovar posto tra gli scaffali delle librerie. Le librerie riducono al minimo i costi di magazzino e puntano piuttosto su nuovi titoli. Così i libri pubblicati dalle piccole case editrici arrivano da noi che siamo più disponibili.

Noto che nella vostra libreria non mancano mai eventi, che fra l’altro non si limitano soltanto a presentazioni di libri, ma organizzate anche concerti e mostre d’arte.

fila per entrare

Sì, da cinque anni a questa parte abbiamo aumentato notevolmente la frequenza degli eventi, che prima organizzavamo in scala più ridotta. Ora arriviamo a organizzare anche due o tre eventi a settimana, ad eccezione di giugno e luglio.

Spesso tendono a rispecchiare i nostri stessi interessi (arte contemporanea e sperimentale, abbastanza di nicchia), ma ci sforziamo comunque di rendere l’assortimento di eventi quanto più vasto e vario possibile.

Inizialmente organizzavamo serate di presentazioni di libri di piccoli editori, ma man mano anche le grandi case editrici ci hanno chiesto di presentare i loro libri. Questo perché c’è un forte bisogno di avere una scena in cui presentare libri appena pubblicati, bisogno non soddisfatto dagli attuali luoghi culturali. A Oslo c’è Litteraturhuset (“La casa della letteratura”), ma non ne abbiamo una anche in Svezia.

E Kulturhuset (“La casa della cultura” di Stoccolma)? Oppure ABF?

Kulturhuset non organizza tante presentazioni di libri e ABF è piuttosto come un’aula.

Gli scrittori spesso organizzano le presentazioni dei propri libri nei bar.

I vostri eventi, quasi sempre ad accesso libero, vi apportano un ritorno economico?

C’è da dire che effettivamente non sono molto redditizi, bisogna essere idealisti per organizzarli. Noi non siamo retribuiti per le ore delle serate degli eventi, anche se è richiesto un piccolo contributo alle case editrici o discografiche che propongono le presentazioni dei loro libri o cd.

Il vino lo offriamo gratis, perché è molto difficile ottenere la licenza per venderlo.

L’entrata è a pagamento solo in casi rari, come per i concerti promossi dalla casa discografica Häpna. L’ingresso è allora fissato a 60 corone (circa 7 euro) e c’è un po’ di sconto per i soci.

A proposito dei soci, ho trovato anche il sito degli iscritti a “Rönnells Vänner” ( tradotto alla lettera “Gli amici di Rönnell”).

Gli iscritti alla nostra campagna di fidelizzazione “Rönnells Vänner” sono per lo più clienti abituali, ma grazie agli eventi abbiamo comunque qualche nuovo membro.

La tessera annuale costa 250 corone (circa 30 euro) e dà diritto a vari sconti: il 20% sugli acquisti in libreria, il 30% sui libri editi dalla nostra casa editrice e il 10% sugli acquisti via internet.

Passiamo ora a Rönnells Antikvariat in veste di casa editrice?

LP-crop

 Il vantaggio per noi che lavoriamo in libreria è di essere al corrente di situazioni particolari, di renderci conto, oltre a ciò che bisognerebbe (ri)pubblicare, anche cosa è più richiesto. Tutto ciò è relativamente più difficile per i piccoli editori che, non conoscendo a fondo il mercato del libro, magari pubblicano libri eccezionali che però non vengono accettati nelle librerie, che nel miglior dei casi ne prendono tre copie.

Ad esempio abbiamo pubblicato “Svensk Fluxus” di Bengt af Klintberg, il primo libro sul questo tipo di performance artistica degli anni 60, Fluxus, su cui in Svezia non era mai stato scritto nulla. Proprio grazie all’originalità dell’argomento il libro è stato un successo.

Pubblichiamo comunque dai due ai quattro libri e due vinili all’anno. A dire il vero si vendono più i libri.

 DungerpresstextUn vinile che abbiamo prodotto recentemente in 400 esemplari è “En svit med par” con Nicolai Dunger, al piano, e Leo Svensson al violoncello. Sono sette composizioni ideate per accompagnare sette sculture, che abbiamo esposto qualche mese fa.

Leggo sul vostro sito che c’è anche una rubrica chiamata La storia di Rönnells Antikvariat. Pubblicherete qualcosa a riguardo? Katalog58

Sì, cerchiamo di documentare le nostre attività in una sorta di archivio, soprattutto digitale, ma non abbiamo ancora pensato di pubblicarne un libro.

Per il vostro centenario, forse?

 Sarebbe una buona idea!

La questione e-book vi preoccupa?

Noi non ci occupiamo di e-book, ma neanche ce ne preoccupiamo. Sono ottimista. Non mi sembra ci possa essere il rischio che i libri propriamente detti scompaiano.

Si stampano così tanti libri spazzatura a discapito della vera letteratura e dei classici, che la nostra speranza è che la letteratura peggiore esca sotto forma digitale, mentre i classici nel formato cartaceo.

Intervista e traduzione dall’originale svedese di Stefania Iannella

stefaniannella@gmail.com

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