Un sogno lungo un viaggio. Cronaca dell’incontro per il film “Un indovino ci disse”

terzani beneventoUn viaggio lungo un anno, 40 000 chilometri affrontati con mezzi di fortuna, senza mai prendere aerei. Da quel viaggio nacque un libro, uno dei suoi più amati e letti nel mondo: Un indovino mi disse.
Tiziano Terzani è uno di quegli autori che avresti voluto conoscere di persona, che non smettono di affascinare, di sedurre.
Poco prima di morire (di lasciare il suo corpo, come amava dire), concesse al regista Mario Zanot una rara intervista, confluita poi in ‘Anam il senza nome’, lungometraggio molto apprezzato da critica e pubblico.
Ora Zanot ha deciso di trarre un film dal suo più famoso romanzo, appunto quello dell’indovino,dando vita a un progetto ambizioso che cerca finanziatori.

Del suo sogno cinematografico Zanot ha parlato a Benevento, solo una delle molte tappe italiane, sabato 11 maggio scorso. La location era quella della Libreria Masone, dove l’infaticabile Alessio ha messo a disposizione il suo spazio e il suo tempo. Ho avuto la fortuna di moderare la serata e di conoscere Zanot di persona. Stiamo parlando di un regista e di un documentarista molto conosciuto in Italia, collaboratore di Moretti e Tornatore (Baària, Habemus Papam, La miglior offerta, sono solo alcuni dei titoli cui ha partecipato come visual effector e regista). E’ una persona splendida, di un’umiltà unica, con cui è facilissimo entrare in contatto.

Nel corso della serata Roberto Nigro ha letto diversi brani scritti da Terzani e alcuni rappresentanti locali di Emergency hanno preso la parola, ricordando, in fondo, quanto numerose possano essere le cose che accomunano uomini di pace come Gino Strada e Tiziano Terzani.
Una parte degli incassi del film sarà infatti devoluta ad Emergency e, se il progetto non dovesse realizzarsi, verrà versato l’intero capitale all’ospedale fondato in Afghanistan da Strada e dedicato proprio a Terzani.
Chiunque volesse partecipare al progetto, che è indipendente e nasce dal basso, e che ha trovato finanziatori in Germania, Svizzera e perfino in Vietnam, ma non in Italia, dove la cultura non trova voce e vengono finanziati spesso progetti senza alcun valore, può andare sul sito www.unidovinocidisse.it e dare il proprio contributo.

Tullia Bartolini

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