OrtoVillaggio: sinergia quotidiana tra città e campagna contro la crisi

orto

Quando il cibo responsabile diventa occasione 
di coesione e aggregazione in un villaggio di orti.

Nuova e relazionale economia rurale,
nuovo ed esperienziale turismo agroalimentare. 

L’iniziativa, promossa dal Distretto di EcoVicinanza di Benevento, mira ad un recupero del rapporto città-campagna: in attesa di futuribili ecovillaggi, iniziamo ad approcciarci a una vita naturale nel tempo libero, ben sapendo che il nostro “habitat naturale” è la città. E’ questa che, per lavoro o per altre necessità, comunque frequentiamo e che quindi dobbiamo rendere sostenibile: questo obiettivo può essere perseguito anche agevolando una reale interazione fra città e campagna, nostro luogo di natura quotidiana che può essere sostituito solo episodicamente da mare e montagna.

L’OrtoVillaggio EcoVicino prevede che l’agricoltore, prossimo alle città, non trovando conveniente coltivare prodotti da immettere nel mercato globale, suddivida e attrezzi il fondo in piccoli lotti da locare alle famiglie che vogliono godere di una porzione di campagna senza subirne gli inconvenienti. In pratica, ogni famiglia di città, riscoprendo le opportunità del rapporto con la campagna, può prendere in affitto un piccolo lotto di terreno da vivere nei fine settimana o in ogni pausa lavorativa, ottenendo cibo naturale e condivisione con gli altri condomini dell’OrtoVillaggio.

Un’ipotesi del progetto prevede, per ogni famiglia, uno spazio di 200 metri quadrati, in uso esclusivo, dedicato all’orto ed al frutteto, altri 100 metri quadrati per famiglia, sempre ad uso esclusivo, sono destinati a giardino e luogo di intrattenimento. La configurazione dell’iniziativa è conclusa con la previsione di circa 2500 metri quadrati destinati alla realizzazione di servizi comuni: parcheggio auto, un campo di bocce, campetto di pallone, chiosco bar e spazi per ospitare feste e iniziative comuni come mercatini del baratto e del biologico.

I lotti, serviti da acqua ed energia elettrica, sono delimitati da una recinzione leggera. Le famiglie inquiline utilizzerebbero i lotti come orto e frutteto (se non lo si coltiva in prima persona, il coltivatore, che eventualmente lo conduce per conto della famiglia inquilina, in modo biologico, recepisce un compenso fisso mensile, a prescindere dai prodotti raccolti); come giardino e luogo di svago, ottenendo una reale forma di turismo rurale (luogo per giardinaggio, per cene all’aperto, per prendere il sole, per consentire ai propri bambini di vivere la natura, giocando all’aria aperta e in sicurezza); come luogo per il compostaggio, trasformando la frazione umida dei propri rifiuti in fertile terriccio; infine, come luogo di aggregazione, in uno spirito di condivisione e inclusione con le altre famiglie inquiline, utilizzando gli spazi comuni (chiosco bar, campo di bocce, campetto di pallone, cortile per feste collettive, mercatini del biologico, del baratto…).

Il progetto permetterebbe a molti cittadini di fruire con continuità di una porzione di campagna, risolvendo, al contempo, con un unico esborso economico, parte del fabbisogno alimentare (a costo contenuto, nel rispetto della sicurezza alimentare, a km zero, con metodo biologico) e il bisogno di sano intrattenimento, diminuendo i casi in cui incolonnarsi per ore nel traffico per raggiungere luoghi di mare e di montagna.

Si pensi anche alla ricaduta indiretta sull’indotto rurale: gli inquilini dell’OrtoVillaggio, prendendo confidenza con il circondario rurale, che utilizzerebbero per passeggiate e jogging, perseguendo ulteriormente la filiera corta dei consumi, si rivolgerebbero alle masserie dei dintorni per approvvigionarsi di altri prodotti agroalimentari, come vino, olio, uova, formaggi, salumi.

Quindi, l’OrtoVillaggio consentirebbe di ricucire la frattura tra la città e la sua campagna, in quanto buona parte delle persone residenti in città ha più familiarità con lontane mete turistiche che con la proprie contrade, con il paesaggio agrario periurbano e le sue varietà vegetali e animali, le sue culture. Tutto questo tutelando le identità, le tradizioni e i saperi contadini locali, ma anche agevolando l’economia territoriale, resistendo alla recessione economica che porta i profitti ai milionari e sottrae redditi e autodeterminazione al cittadino.

Questa tipologia di orticoltura periurbana è promossa, dal 2006, dalla Rete Arcobaleno (LottiColtura o OrtoVillaggio Arcobaleno) e, dal 2012, dal Distretto di EcoVicinanza – Distretto di Economia Solidale e Arte Inclusiva (OrtoVillaggio EcoVicino).

Ipotesi pratica

Suddivisione del fondo:

– un fondo, di 10 000 metri quadrati, viene diviso in 25 lotti di 300 m2 (per un totale di 7500 m2) e in uno spazio comune di 2500 m2;

– il lotto di 300 m2 è ripartito, a sua volta, in orto (100 m2), frutteto (100 m2) e giardino e/o svago (100 m2).

Diritti e doveri dell’inquilino:

– l’inquilino versa mensilmente:

– 50 euro, per il fitto del fondo di 300 m2, al proprietario;

– 50 euro, eventualmente, per la coltivazione di 200 m2 (dei 300 m2 complessivi), al coltivatore (che può coincidere con il proprietario);

– all’inquilino spetta il diritto di raccogliere tutto quello che è prodotto nell’orto e nel frutteto e può contribuire alla coltivazione con piccoli lavori, come innaffiare, eliminare le erbe infestanti, ecc.;

– l’inquilino che voglia procedere personalmente alla coltivazione del fondo dovrà corrispondere al coltivatore, non più i 50 euro mensili, bensì, 10 euro mensili per consulenza e per il controllo del lotto;

– la gestione dello spazio giardino e/o svago (100 m2) è tutta a carico dell’inquilino, che concorderà eventuali collaborazioni con il coltivatore;

– l’inquilino, per accedere al contratto, è tenuto a prestare 700 euro di cauzione che verranno utilizzate dal proprietario per realizzare i servizi (recinzione, gabbiotto ripostiglio con annesso porticato, impianto per acqua ed energia, parcheggio comune, bagni comuni, ecc.).

Diritti e doveri del proprietario e/o coltivatore:

– al proprietario del fondo spettano per ogni lotto, mensilmente, 50 euro in quota fitto (50 euro x 25 lotti = 1.250 euro mensili) che, all’anno, corrispondono a 600 euro (50 euro x 12 mesi) x 25 lotti = 15.000 euro;

– al coltivatore spettano (che può coincidere con il proprietario), per ogni lotto, se non coltivato personalmente dall’inquilino, mensilmente, 50 euro (50 euro x 25 lotti = 1.250 euro) che annualmente corrispondono a 600 euro (50 euro x 12 mesi) x 25 lotti = 15.000 euro per la coltivazione di 100 m2 di orto e 100 m2 di frutteto e per il controllo dei complessivi 300 m2 del lotto;

– il proprietario, cui spettano 700 euro di cauzione per ogni lotto (17.500 euro per i 25 lotti), è obbligato a realizzare i servizi specifici per ogni lotto (recinzione leggera, gabbiotto/ripostiglio in legno, impianto per acqua ed energia) e quelli per gli spazi comuni (parcheggio auto protetto da alberi, chiosco bar, eventualmente concordati).

(per maggiori informazioni e collaborazioni: ecovicino@yahoo.it)

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