Resistenza artistica al paradigma sovraterritoriale. Dizionario del cambiamento

libreria-masone-caffemporioResistenza artistica ed economica al paradigma sovraterritoriale che sottrae identità, coesione e redditi ai territori
Il mondo intellettuale e artistico non può prescindere dall’emergenza economica e sociale in corso. Ogni gesto culturale non può consistere in una fruizione puramente estetica e individualistica, ma deve essere capace di azione etica, in quanto capace di incidere sul mondo e sul bene comune.
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Secondo il paradigma inclusivo e non delegato di Art’Empori, il momento creativo non è solo nell’opera, uguale per tutti e calato dall’alto, ma è anche nel rapporto tra opera e fruitore. Il momento creativo si rinnova quando il fruitore, se responsabile, da coautore, porta l’opera nel mondo reale.
Questo avviene quando il fruitore, senza delegare ai critici, ai mass media e alle graduatorie, con approccio esperienziale, verifica quali opere si intrecciano con le specificità del proprio percorso personale e territoriale.
Questo avviene già anche tramite la modalità economica territoriale con cui, agevolando redistribuzione dei redditi e coesione territoriale, si acquista un libro presso una libreria indipendente (invece che on line o nelle librerie di catena) o con cui si fruisce di un film presso un cinema indipendente di città (invece che presso i multisala extraurbani).
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Il nazismo di oggi è rappresentato dal sistema finanziario e sovraterritoriale che sottrae identità e redditi alle popolazioni locali, ormai anche in occidente, mettendo in ginocchio ogni territorio.

valani di oggi sono gli esercenti indipendenti, ultimi attori dell’economia reale e territoriale (negozianti indipendenti, artigiani e produttori rurali): piccoli negozianti e artigiani che per salvare il posto di lavoro dei loro pochi dipendenti, mentre già stanno rischiando di perdere l’azienda e la casa, vivono con un reddito inferiore a quello dei loro dipendenti, lavorando per molte più ore di questi. Questo avviene nella grande indifferenza della popolazione e delle istituzioni, come accadeva, fino agli anni cinquanta, per i valani, e, durante il nazismo, per gli ebrei.

Parlare, oggi, con il senno di poi, di nazismo e di valani rischia di non realizzare un’azione culturale ma solo un’emozione omologante se solleva dal confrontarsi con il genocidio economico che si sta perpetrando nel mondo intero, sotto casa di ognuno. Agire su quello, che avviene adesso e che sfugge alla maggioranza, è un processo che si può responsabilmente definire culturale e capace di cambiamento.

Alessio Masone

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Dal post:
– PER UNA CITTADINANZA NON DELEGATA CHE INIZI DA FRUIZIONI ARTISTICHE RESPONSABILI CAPACI DI REAGIRE ALLA CRISI ECONOMICA E SOCIALE
– PER UN APPROCCIO ESPERIENZIALE CHE CONSENTA IL MOMENTO CREATIVO ANCHE NEL RAPPORTO TRA PERCORSO DEL FRUITORE E OPERA
– PER UNA CITTADINANZA ARTISTICA NON DELEGATA CHE SOLLEVI DA QUELL’ECCELLENZA NELL’ARTE CALATA DALL’ALTO E OMOLOGANTE
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